02.08.2025
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Il top della Sicilia che munge

Da alcuni anni l’Agricola Alpa di Vittoria (Rg) è in cima alle classifiche regionali per produttività. La sua ricetta per il successo? Genetica di altissimo livello, attenzione meticolosa per il benessere animale e un eccellente insilato fai-da-te, ...

Tanta passione per le vacche, unita a una robusta dose di attenzione per quei piccoli dettagli che alla fine fanno la differenza, e alla propensione a reinvestire nella loro attività gli utili di impresa. Sono queste, probabilmente, le principali virtù che Vito Pavone e suo nipote Sebastiano Curatolo hanno messo in campo per portare la loro azienda, l’Agricola Alpa di Vittoria (Rg), sul trono (virtuale) degli allevamenti siciliani. Del resto mantenere mese dopo mese una media produttiva di 50 kg di latte al giorno non è certo un traguardo alla portata di tutti. Ma se chiedete ai diretti interessati a cosa siano dovuti i fiumi di latte che quotidianamente affluiscono al tank refrigeratore, “il merito – ti rispondono senza esitazioni – va dato a tre fattori: primo, salute e benessere della mandria; secondo, genetica; terzo ma non ultimo, alimentazione”.

Management e genetica

Sui primi due elementi saremo quanto mai sintetici, perché altrimenti dovremmo occupare l’intero fascicolo di “Purina® Informa”. Basterà dire che a quanto riferiscono i nostri interlocutori, l’ingresso in azienda del robot di mungitura, avvenuto l’estate scorsa, ha sensibilmente innalzato i livelli di comfort in stalla. Ma poi ti guardi intorno, e ti viene il sospetto che anche in precedenza le vacche non dovevano poi passarsela così male.

Per esempio sul versante del comfort termico, che quaggiù a Vittoria è per molti una spina nel fianco: nella stagione calda (o per meglio dire torrida, visto che siamo più o meno all’altezza di Tunisi) le vacche ricevono acqua a goccia spessa e ventilazione forzata anche quando riposano in cuccetta (la cui lettiera è, non a caso, in sabbia).

“Ma a breve verrà posato il tetto nuovo, che darà alle vacche ancora più luce in inverno e maggiori flussi d’aria durante le caldi notti estive”, ci assicurano Vito e Sebastiano. Anche l’attività di miglioramento e selezione genetica è una storia lunga, cominciata negli anni ’70 su iniziativa del papà di Vito, Antonio Pavone, con le prime importazioni di manze Holstein da Canada e Stati Uniti. Oggi l’intera mandria è genotipizzata, e gli accoppiamenti vengono stabiliti animale per animale in base ai risultati del test genomico. “Ma il nostro primo criterio di scelta dei tori – precisa Sebastiano – è la presenza del genotipo A2A2 per la beta caseina. È da anni che facciamo così, e oggi il 90% delle nostre vacche è A2A2. E il loro latte è ad alta digeribilità”.

Siamo entusiasti dei risultati raggiunti. Anche in Spagna ci sono aziende da 50 litri per vacca al giorno, ma a loro serve molto più mangime

Insilato ricco

Due le principali sorprese per quanto invece riguarda il “trattamento” alimentare riservato alle 60 frisone in mungitura. La prima è percepibile anche all’olfatto, non appena si percorre la corsia di alimentazione: “in questo allevamento – ci spiega infatti Alessandro D’Agata di Purina®, che segue l’azienda sia sul fronte tecnico-alimentare che su quello commerciale – il primo ingrediente dell’unifeed destinato alle vacche in latte è un insilato misto, costituito in prevalenza da pastazzo di agrumi, a cui vengono affiancate polpe di bietola, il fieno di graminacee tipico di queste zone, medica disidratata e semi di cotone. Un prodotto che dal punto di vista nutrizionale è veramente eccellente, e che per giunta è disponibile per l’intera durata dell’anno”.

Avvicinandoci alla trincea dove è conservato il prodotto, il profumo di agrume si fa ancora più intenso e gradevole.

“Ci abbiamo impiegato anni – sottolinea Vito con legittimo orgoglio – per trovare la ricetta giusta, e alla fine abbiamo trovato la quadra. Al pastazzo di agrumi, di per sé ricco di energia, sali minerali e vitamine, abbiamo aggiunto prima le polpe e i fieni per dare struttura, e poi i semi germinati di cotone per assorbire un po’ di umidità. Infine abbiamo inserito la medica in modo tale da aumentare anche il livello proteico”.

Livelli proteici

E a proposito di proteine, passiamo alla seconda sorpresa: “per quanto riguarda i livelli proteici in razione – sottolinea infatti D’Agata – qui sono mediamente più sostenuti di quanto si faccia abitualmente, perché si passa da un 17% della dieta invernale fino a un 20% di quella estiva. Da questo e tanti altri fattori, ad esempio genetici, dipendono i 50 chili per vacca al giorno, che qui vengono prodotti, è il caso di sottolinearlo, anche nei mesi più caldi”.

E tra i fattori che contribuiscono a far girare sempre al massimo il motore delle vacche dell’Agricola Alpa c’è ovviamente anche il mangime. Che da più di 25 anni a questa parte è firmato Purina®.

“Ci siamo sempre trovati bene – sottolinea Vito Pavone – ma ultimamente siamo letteralmente entusiasti dei risultati raggiunti. Recentemente ho avuto modo di confrontarmi con un gruppo di allevatori spagnoli, che allevano la razza Holstein in condizioni climatiche e alimentari del tutto simili a quelle di noi siciliani. Ebbene, anche tra loro c’era chi produce 50 chili per vacca al giorno, ma con 16 chili di mangime in razione. A noi, per fortuna, basta molto meno”.

“Qui all’Agricola Alpa – interviene Attilio Chiola di Purina® – è il metodo di lavoro che fa la differenza. Un metodo che parte dalla continua e meticolosa osservazione dello stato di forma e di benessere delle bovine fino ad arrivare alla verifica, regolare e sempre critica, dei dati di stalla.

Durante i nostri incontri in allevamento, ogni volta costruttivi, qualsiasi ipotesi messa sul tavolo parte dalla voglia di spingersi oltre e di migliorare dati che puntualmente sono già eccellenti”.

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