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La Valle del Mela ha di nuovo le "sue" bufale
Secondo alcuni storici, i neri ruminanti approdarono inizialmente in Sicilia, al seguito degli antichi Romani, in questa piana nei pressi di Milazzo (Me). Dove oggi, a rinverdire i fasti del passato, c’è il presidio gourmet di Tenuta Anasita
Immaginate di entrare in un’elegante pasticceria, sempre aperta e sempre piuttosto affollata di clienti per l’eccellente qualità dei suoi gelati e dei suoi dolciumi, dove però è possibile fare anche shopping di mozzarelle, trecce, stracciatelle, ricotte, yogurt e mille altre delikatessen lattiero-casearie, tutte rigorosamente a base di latte di bufala (come del resto le creme, le panne e le ricotte usate in pasticceria...). Non mancano nemmeno carni e derivati, di provenienza bufalina naturalmente, che a breve troveranno più ampio sfogo nel menù del ristorante attualmente in fase di allestimento nel locale attiguo alla pasticceria.
Benvenuti alla "Tenuta Anasita" di San Filippo del Mela (Me, a due passi dall’attracco dei traghetti che fanno spola tra Milazzo e le Eolie. È qui che incontriamo Emanuele Isgrò, il deus ex machina di tutto ciò che cercheremo di descrivere in queste pagine, ma soprattutto del ritorno delle bufale nella valle del Mela. Si, perché forse vi sfuggirà il fatto che prima di popolare la Piana del Sele, i neri ruminanti dalle corna a sciabola approdarono, al seguito degli antichi Romani, nella piana del fiume Mela.
Dal sogno alla realtà
Leggenda o storia vera non è dato sapersi, ma quello che è certo è che il nostro interlocutore nutre da sempre un’autentica passione per la bufala. “Tenuta Anasita – ci spiega infatti Emanuele, mentre siamo intenti ad affondare il cucchiaino in una meravigliosa granita ai capperi di Salina – ha aperto i battenti nel 2022, con l’idea di lavorare e trasformare il latte munto nell’allevamento che dal 2012 gestisco insieme a mia moglie Rosalia. L’idea di mettermi ad allevare le bufale risale invece al 1986, quando da studente di medicina veterinaria ebbi modo di vedere dal vivo, qui in Sicilia, le bufale del marchese di Cassibile. Ma la passione per questo ruminante è addirittura antecedente, ce l’ho fin dai tempi del liceo”.
E fu così che per realizzare i propri sogni giovanili, a partire dal 2004 Emanuele comincia ad allargare i terreni di famiglia, per poi costruire le stalle e infine acquistare – ça va sans dire, dai migliori allevamenti della Piana del Sele oltre che dal summenzionato marchese di Cassibile – i primi nuclei di manze e fattrici. Dalle sue conoscenze e frequentazioni campane, infine, l’idea di chiudere il cerchio: “da loro – precisa – ho tratto l’ispirazione, ma Tenuta Anasita è per ora un unicum a livello siciliano, e forse anche italiano. Cerchiamo infatti di proporre alimenti di primissima qualità a partire dal meraviglioso latte a chilometro zero delle nostre bufale. Venga che le mostro”.
L’idea di mettermi ad allevare le bufale risale al 1986, quando studiavo medicina veterinaria. Ma la passione per questi ruminanti ce l’ho dai tempi del liceo
Unifeed di qualità
Saliamo in auto e dopo pochi minuti di strada entriamo nelle stalle dell’azienda agricola Venuto Rosalia (come detto, la consorte di Emanuele). Strutture alte, ariose e spazi generosi a disposizione del bestiame. Non manca nemmeno la piscina, dove nuotano indisturbate alcune carpe koi, l’altra grande passione (ma questa volta “multicolor”) di Emanuele. “Le nostre bufale – sottolinea il nostro Cicerone, indicandoci l’unifeed distribuito in greppia – consumano una razione semplice, costituita da paglia e fieno trinciati, offerti in parti uguali, che acquistiamo in prevalenza da terzi e a cui, quando possibile, aggiungiamo erba fresca, così da dare più profumo alla nostra ricotta. Completano il tutto 8 chili per capo al giorno di concentrati, di cui 4 chili di Bufal Excellence 220 NRG di Purina®, e 4 chili di una miscela di mais e orzo che ci fornisce la concessione Purina® Berti Group Spa. Siamo seguiti magnificamente da tutto il team Purina® nonché da Massimiliano Migliore della concessione Berti Group Spa."
C’è ancora il tempo di fare un giro per osservare i tori alle prese con i loro “harem” di femmine.Il clou della stagione di monta è però alle spalle, perché l’obiettivo è concentrare i parti a giugno in modo tale di fare il pieno di latte in estate, quando alla Tenuta Anasita c’è sempre il tutto esaurito di clienti e il laboratorio aziendale lavoraa spron battuto. Ecco Montagna, un imponente figlio di Arturo che ci osserva minaccioso, ed ecco Ciccio dalle corna a parallelepipedo, mutazione che conferisce alla sua discendenza anche un latte di straordinaria caseificabilità.
Genetica, ambiente, alimentazione: la qualità delle prelibatezze di Tenuta Anasita non è figlia del caso. “In quest’azienda - chiosa Angelo Sofia, Territory Manager Italia Meridionale di Purina® - a fare la differenza è stata la visione del dottor Isgrò, capace di coniugare l’esperienza maturata in Campania, terra d’origine della Dop bufalina, con l’ambizione di creare qualcosa di innovativo nella sua terra natale. Un territorio ricco di fascino, potenzialità turistiche e opportunità imprenditoriali, che oggi trova in Tenuta Anasita un esempio virtuoso di sviluppo sostenibile e valorizzazione delle eccellenze locali”.


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